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> Waiting For Godot, Tragicommedia del "Teatro dell'assurdo"
Nethernik
messaggio 11 Jul 2006 - 00:06
Messaggio #1


Neso
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Quanto è snobbata questa sezione, proviamo a sollevarla un po' icon_smile.gif
Quanti di voi hanno avuto il piacere di leggere questa famoserrima opera di Samuel Beckett?
spero i professori di letteratura inglese dei licei abbiano fatto il loro dovere come è successo nel mio caso-

Si tratta di una "tragicommedia"
L'ambientazione è definita dalle prime righe: di sera, lungo una strada di campagna, una panchina accanto ad un albero. Due uomini attendono seduti un tal Godot che non sembra arrivare mai. Eppure sono lì, costretti a restare ed attendere e al tempo stesso indecisi sul da farsi..perchè Godot potrebbe arrivare se vanno via...oppure no se restano.

La storia è brillante, un'angosciante metafora della vita, tanto che ero indeciso se postare qui o in pensieri profondi.
Io la adoro in ogni singola frase.
Chi ne vuole parlare?


Un'occasione da non perdere, se non la conoscete leggetevi il testo (e non voglio sentire "ma non c'è in italiano?" perchè va letta in lingua originale. punto)
ATTO PRIMO: http://samuel-beckett.net/Waiting_for_Godot_Part1.html
ATTO SECONDO: http://samuel-beckett.net/Waiting_for_Godot_Part2.html


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Evil_Soul
messaggio 11 Jul 2006 - 00:09
Messaggio #2


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Domani lo leggo... cavolo praticamente descrive l amia vita fino a poco tempo fa... icon_eek.gif
Poi dirò la mia...


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dede
messaggio 11 Jul 2006 - 00:11
Messaggio #3


Peso ma Neso
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Io l'ho letto e mi è piaciuto tantissimo...tra l'altro l'ho letto in versione originale, non penso che abbino cambiato molto del francese con cui era stato scritto, quindi ho avuto anche il piacere di cogliere le piccole particolarità linguistiche. E poi quello che ho apprezzato di più è come Beckett (si scrive così?) non solo scrive su un argomento così profondo come la vita (e il romanzo ne è una metafora, come dici te) ma lo fa anche con ironia...ci sono stati dei momenti che mi faceva piegare! icon_mrgreen.gif


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per favore
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Nethernik
messaggio 11 Jul 2006 - 00:22
Messaggio #4


Neso
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Beckett l'ha scritto prima in francese (tra l'altro sua seconda lingua), poi l'ha tradotto lui stesso in inglese. quindi non ci sono dubbi che la versione inglese sia attendibile icon_mrgreen.gif
è come se uno di noi scrivesse qualcosa in inglese e il giorno dopo lo traducesse in italiano

Messaggio modificato da Nethernik il 11 Jul 2006 - 00:25


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*°Lu°*
messaggio 11 Jul 2006 - 00:55
Messaggio #5


Why not?!
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è una grande opera ma forse quella che ho meno seguito negli ultimi tempi. La particolarità di quest'opera è proprio l'ambientazione che si svolge ESCLUSIVAMENTE lì, su quella panchina...a teatro si vede solo la panchina e l'albero dall'inizio alla fine...pertanto nn è proprio leggero subito...

Godot...questo "qualcuno" che non arriverà mai...ovviamente è Dio....
D'oh me l'hanno fatta sorbire in tutte le salse...inglese, francese....uhh


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Nethernik
messaggio 11 Jul 2006 - 01:09
Messaggio #6


Neso
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è una delle interpretazioni più diffuse...


...peccato che Beckett stesso lo abbia categoricamente negato. icon_mrgreen.gif quindi no. Godot non è dio
Spero non ve l'abbia data come cosa certa il vostro professore icon_mrgreen.gif

infatti è un'interpretazione troppo scontata di un'opera volutamente lasciata oscura.


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*°Lu°*
messaggio 11 Jul 2006 - 01:46
Messaggio #7


Why not?!
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Da: Copparotown
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no...è una delle possibili interpretazioni...però non sapevo che lui l'avesse negato..forse dormivo...o forse sul libro non c'è proprio scritto....

E perkè poi quel nome allora, se nn voleva neanhc eun riferimento?


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Frabe
messaggio 11 Jul 2006 - 07:58
Messaggio #8


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Ah, non parlavate di Del Piero*? Ho sbagliato sezione allora, azz... sport e motori è quella sopra. icon_mrgreen.gif

*L'Avvocato lo chiamava Godot, proprio perchè non "arrivava" mai.

Messaggio modificato da Frabe il 11 Jul 2006 - 07:59


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Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che è frabe.
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Nethernik
messaggio 11 Jul 2006 - 10:33
Messaggio #9


Neso
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@frabe...niente battutine, almeno qui.

Nel genere dell'opera, il Teatro dell'Assurdo, niente è così ovvio e scontato. Usare il nome Godot come riferimento a God è persino troppo ovvio. Beckett stesso ha risposto ai commenti dei critici dicendo, assolutamente no, non è dio e "It means what it says".
Beckett ha dichiarato che potrebbe derivare dal francese godillot che significa stivale. quindi "Aspettando lo stivale" (e questo sì che è assurdo).


comunque quello su cui mi volevo soffermare è l'aspetto profondamente pessimistico sulla condizione umana, non a caso è uno degli autori preferiti dai dark/goths b-rabbit.gif

Le frasi in cui Estragon e Vladimir cercano di suicidarsi, ma non hanno corda a sufficienza e la cintura si spezza facendoli risultando in una scena quasi comica è in realtà forse la parte più tragico dell'intera opera...non solo non possono lasciare quel limbo, ma non possono nemmeno uccidersi:

ESTRAGON:
(looking at the tree). What is it?
VLADIMIR:
It's the tree.
ESTRAGON:
Yes, but what kind?
VLADIMIR:
I don't know. A willow.
Estragon draws Vladimir towards the tree. They stand motionless before it. Silence.
ESTRAGON:
Why don't we hang ourselves?
VLADIMIR:
With what?
ESTRAGON:
You haven't got a bit of rope?
VLADIMIR:
No.
ESTRAGON:
Then we can't.
Silence.
VLADIMIR:
Let's go.
ESTRAGON:
Wait, there's my belt.
VLADIMIR:
It's too short.
ESTRAGON:
You could hang onto my legs.
VLADIMIR:
And who'd hang onto mine?
ESTRAGON:
True.
VLADIMIR:
Show me all the same. (Estragon loosens the cord that holds up his trousers which, much too big for him, fall about his ankles. They look at the cord.) It might do in a pinch. But is it strong enough?
ESTRAGON:
We'll soon see. Here.
They each take an end of the cord and pull. #

It breaks. They almost fall.
VLADIMIR:
Not worth a curse.
Silence.
ESTRAGON:
You say we have to come back tomorrow?
VLADIMIR:
Yes.
ESTRAGON:
Then we can bring a good bit of rope.
VLADIMIR:
Yes.
Silence.
ESTRAGON:
Didi?
VLADIMIR:
Yes.
ESTRAGON:
I can't go on like this.
VLADIMIR:
That's what you think.
ESTRAGON:
If we parted? That might be better for us.
VLADIMIR:
We'll hang ourselves tomorrow. (Pause.) Unless Godot comes.
ESTRAGON:
And if he comes?
VLADIMIR:
We'll be saved.
Vladimir takes off his hat (Lucky's), peers inside it, feels about inside it, shakes it, knocks on the crown, puts it on again.
ESTRAGON:
Well? Shall we go?
VLADIMIR:
Pull on your trousers.
ESTRAGON:
What?
VLADIMIR:
Pull on your trousers.
ESTRAGON:
You want me to pull off my trousers?
VLADIMIR:
Pull ON your trousers.
ESTRAGON:
(realizing his trousers are down). True.
He pulls up his trousers.
VLADIMIR:
Well? Shall we go?
ESTRAGON:
Yes, let's go.
They do not move.

Messaggio modificato da Nethernik il 11 Jul 2006 - 10:46


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dede
messaggio 11 Jul 2006 - 12:30
Messaggio #10


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Sapevo che l'aveva tradotto in inglese lui stesso, ma sapevo anche che nelle seguenti riscritture si era scostato dal testo originale in francese, anche se non di molto..era questo che intendevo icon_mrgreen.gif

questa discussione spero mi si rivelerà utile, visto che devo portare Godot a settembre per francese!


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per favore
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Vito
messaggio 16 Dec 2006 - 00:09
Messaggio #11


Veudo
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Cè. al giorno d'oggi anche una traduzione in italiano del libro?..., perchè se è così la prendo icon_smile.gif ..., scusate se non mi impegno a leggerla in lingua originale, francese o inglese che sia...
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Vito
messaggio 9 Feb 2007 - 13:39
Messaggio #12


Veudo
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Nessuno sa darmi risposta???..., nessuno che sa dirmi quel che ho chiesto??? icon_frown.gif
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reuel
messaggio 7 Jun 2010 - 19:26
Messaggio #13


Puvrìn
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ciao a tutti
sono un nuovo utente e se devo essere sincero mi sono iscritto solo per poter rispondere a questa conversazione.
"waiting for godot"è una delle opere più assurde e strane che io abbia mai letto....e se devo essere sincero non mi piace nemmeno tanto.....tuttavia è un capolavoro.
Ma per essere compresa essa necessità di una formazione culturale non indifferente infatti in essa influiscono le vicende storiche di questo periodo e varie tendenze filosofiche.
Inoltre gli uomini che vengono rappresentati siamo proprio noi,siamo quegli uomini di cui parlava nietzsche, che credono di saper vivere senza DIO,ma alla fine non fanno altro che aspettarlo, magari idolatrando qualcos'altro(la scienza,altre entità....GODOT) ,noi non siamo i superuomini nietzscheani, siamo fermi, immobili come vladimir e estragon...che alla fine non riescono a muoversi.

Inoltre la chiave di lettura religiosa non è esclusa, "waiting for godot" è una delle opere con piu chiavi di lettura,proprio xke x ognuno di noi,godot puo assumere e contenere in se varia forma e contenuto.
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Cami
messaggio 8 Jul 2010 - 11:01
Messaggio #14


Puvrìn
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E' un opera veramente profonda e che ci peresenta come nella viata tutti aspettiamo qualcosa...
Aspettiamo, aspettiamo ... e anche quando dentro di noi siamo consapevoli del fatto che il nostro desiderio , l'aspettativa, la speranza non potrà essere esaudita non riusciamo a staccarci dall'ideale, da quella piccola speranza che comunque ci fa andare avanti.
Il finale è il più eloquente :

Well? Shall we go? / Yes, let's go (They do not move)
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Blizzard
messaggio 28 Jul 2010 - 19:16
Messaggio #15


Ciocapiàt
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CITAZIONE (Cami @ 8 Jul 2010 - 12:01) *
E' un opera veramente profonda e che ci peresenta come nella viata tutti aspettiamo qualcosa...
Aspettiamo, aspettiamo ... e anche quando dentro di noi siamo consapevoli del fatto che il nostro desiderio , l'aspettativa, la speranza non potrà essere esaudita non riusciamo a staccarci dall'ideale, da quella piccola speranza che comunque ci fa andare avanti.
Il finale è il più eloquente :

Well? Shall we go? / Yes, let's go (They do not move)


The English is also good but the Italian... ahsisi.gif

comunque quello che hai scritto mi ricorda una delle caratteristiche della classica situazione di "blocco" in psicologia.

00000002.gif

Messaggio modificato da Blizzard il 28 Jul 2010 - 19:17


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