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> Stop Alle Trivellazioni Per Estrazione Di Idrocarburi., Pianura Padana e metano. Emilia Romagna svende territorio e cittadini&
paolos
messaggio 12 Feb 2014 - 23:14
Messaggio #1


Puvrìn
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Ciao a tutti!

Questo post per mettervi al corrente della 'battaglia' in atto da parte dei cittadini Ferraresi contro l'Emilia Romagna e le società petrolifere che hanno ricevuto l'autorizzazione ed i fondi pubblici da parte della regione per estrarre metano in tutta la zona padana di competenza, appunto, emiliano romagnola.
Chi segue testate giornalistiche come estense.com probabilmente ne è già al corrente.

Le questioni tecniche sono talune molto complesse ed alcune restano ancora soggette al vaglio scientifico, per cui mi limito ad allegare una cartina che mostra in modo molto evidente come la scelta della regione Veneto di vietare categoricamente ogni attività di ricerca ed estrazione (od immissione) idrocarburi sia totalmente in antitesi con le scelte fatte dall'Emilia Romagna.
Si ricorda che il territorio interessato su cui giacciono le due regioni è il medesimo, di formazione alluvionale, costituito da due fasce molto simili di delta e pre-delta.

Il volantino: confronto_emilia-veneto_stampaA4_fronteretro_taglioA5.pdf

Le ragioni principali di opposizione all'estrazione di acqua metanifera dal sottosuolo sono:
- aggravamento od innesco della subsidenza con tutte le conseguenze del caso
- destabilizzazione idrogeologica in una zona sismica (sì, anche Ferrara giace su di una faglia e no, ancora non si è fatta sentire come l'altra verso il modenese)
- salinizzazione delle acque irrigue

Anche l'Emilia Romagna ha condotto studi tecnico-scientifici a riguardo, giungendo alle medesime conclusioni di adottare il principio di precauzione come fanno i nostri vicini d'oltre Po, ma ignorandole totalmente. Ai danni al territorio che saranno prodotti se mai queste operazioni andranno in porto, si aggiunge la beffa di incassi esigui da parte della regione e dei comuni coinvolti (pressoché tutti) e degli aumenti dei costi superiori agli utili che dovremmo sostenere ad esempio per la bonifica! I petrolieri stanno pagando in Emilia accise ridicole; inoltre, se mai dovessimo mai comprarlo noi il metano estratto, su di esso cadrebbe il costo delle accise sostenuto ora dalle ditte petrolifere, morale: pagheremmo tutto noi.

Al momento è in corso la mobilitazione di tutti i sindaci e gli assessori all'ambiente dei comuni e della provincia di Ferrara, per stabilire una linea comune nel confronto con la Regione che avverrà il 26 Febbraio.

Per approfondimenti, domande, partecipare attivamente:

facebook.com/notrivafe

notrivafe[@]gmail.com (togliere le quadre) possibilità di iscriversi alla mailing-list


Sarò lieto di tentare (non sono un tecnico) di rispondere anche qui, almeno inizialmente; se poi la discussione dovesse prendere piede, come mi auguro, potrebbe diventare un importante punto di scambio di idee, informazioni, opinioni.


Messaggio modificato da paolos il 13 Feb 2014 - 16:03
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paolos
messaggio 13 Feb 2014 - 11:49
Messaggio #2


Puvrìn
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DIMENTICAVO, PER CHI FOSSE INTERESSATO, I VIDEO DELL'ASSEMBLEA DEL 15 GENNAIO A CONA:

http://www.youtube.com/watch?v=58c7jDo26qM...dpL&index=1




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paolos
messaggio 13 Feb 2014 - 15:54
Messaggio #3


Puvrìn
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Legambiente avanza una serie di richieste alla politica regionale e nazionale:

- vietare le attività di estrazione o stoccaggio di idrocarburi nelle aree non idonee ad ospitarle, a partire da quelle a rischio subsidenza o soggette a grave rischio sismico. Occorre dare attuazione alle risoluzioni che in tal senso sono state prese dal Consiglio Regionale, a luglio 2013 e nel 2011. In questa direzione va la delibera “Stop a nuove estrazioni nelle aree terremotate”, approvata a fine febbraio 2013 dall’associazione dei Comuni dell’alto ferrarese, colpiti dal terremoto del maggio del 2012, in seguito alla richiesta avanzata dal circolo locale di Legambiente in nome del principio di precauzione.

- superare l’attuale sistema, basato sull’esame di ogni singolo progetto, spesso con processi decisionali riservati, se non nella forma sicuramente nella sostanza, ai soli addetti ai lavori. Le prassi attualmente in atto non sono adeguate a garantire una partecipazione informata della popolazione. Sono necessari processi decisionali che favoriscano una vera partecipazione da parte dei cittadini e soprattutto un’analisi collettiva di rischi e benefici di questo tipo di operazioni;

- attuare una pianificazione regionale delle concessioni minerarie che stabilisca se, dove e come (con quali prescrizioni, quali cautele, quali costi e quali benefici per la collettività) sfruttare le ricchezze del sottosuolo dell’Emilia-Romagna.

- inserire tutto questo nel quadro più ampio delle politiche energetiche regionali, che in modo virtuoso hanno puntato ad alti obiettivi di energie rinnovabili. Se infatti il gas rappresenta una scelta di transizione ancora necessaria, sicuramente meno impattante del carbone (proposto anche per la vicina centrale di Porto Tolle sul delta del Po), occorre anche iniziare a fissare una road map di progressiva riduzione della dipendenza dagli idrocarburi. Oggi occorre invece puntare con forza agli interventi di efficienza energetica (case passive, biometano in rete, geotermia e solare termico dove possibile) e alle fonti energetiche pulite. Sul versante della produzione di energia elettrica, la crescita del settore delle rinnovabili deve portare a chiedere che vengano spente alcune delle centrali ad idrocarburi della nostra regione, in nome dell’uscita dalle energie fossili che da tempo auspichiamo per il nostro Paese.

- portare avanti la richiesta di innalzamento delle royalties da avanzare al governo. Attualmente i livelli dei canoni pagati dalle compagnie sono tra i più bassi al mondo.
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paolos
messaggio 20 Feb 2014 - 02:43
Messaggio #4


Puvrìn
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Il 26 febbraio, per ribadire:

NO! A ESTRAZIONI IDROCARBURI IN ZONE
A RISCHIO IDROGEOLOGICO!






Messaggio modificato da paolos il 20 Feb 2014 - 02:51
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DennySilcox
messaggio 27 Mar 2014 - 10:51
Messaggio #5


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CITAZIONE (paolos @ 13 Feb 2014 - 15:54) *
Legambiente avanza una serie di richieste alla politica regionale e nazionale:

- vietare le attività di estrazione o stoccaggio di idrocarburi nelle aree non idonee ad ospitarle, a partire da quelle a rischio subsidenza o soggette a grave rischio sismico. Occorre dare attuazione alle risoluzioni che in tal senso sono state prese dal Consiglio Regionale, a luglio 2013 e nel 2011. In questa direzione va la delibera “Stop a nuove estrazioni nelle aree terremotate”, approvata a fine febbraio 2013 dall’associazione dei Comuni dell’alto ferrarese, colpiti dal terremoto del maggio del 2012, in seguito alla richiesta avanzata dal circolo locale di Legambiente in nome del principio di precauzione.

- superare l’attuale sistema, basato sull’esame di ogni singolo progetto, spesso con processi decisionali riservati, se non nella forma sicuramente nella sostanza, ai soli addetti ai lavori. Le prassi attualmente in atto non sono adeguate a garantire una partecipazione informata della popolazione. Sono necessari processi decisionali che favoriscano una vera partecipazione da parte dei cittadini e soprattutto un’analisi collettiva di rischi e benefici di questo tipo di operazioni;

- attuare una pianificazione regionale delle concessioni minerarie che stabilisca se, dove e come (con quali prescrizioni, quali cautele, quali costi e quali benefici per la collettività) sfruttare le ricchezze del sottosuolo dell’Emilia-Romagna.

- inserire tutto questo nel quadro più ampio delle politiche energetiche regionali, che in modo virtuoso hanno puntato ad alti obiettivi di energie rinnovabili. Se infatti il gas rappresenta una scelta di transizione ancora necessaria, sicuramente meno impattante del carbone (proposto anche per la vicina centrale di Porto Tolle sul delta del Po), occorre anche iniziare a fissare una road map di progressiva riduzione della dipendenza dagli idrocarburi. Oggi occorre invece puntare con forza agli interventi di efficienza energetica (case passive, biometano in rete, geotermia e solare termico dove possibile) e alle fonti energetiche pulite. Sul versante della produzione di energia elettrica, la crescita del settore delle rinnovabili deve portare a chiedere che vengano spente alcune delle centrali ad idrocarburi della nostra regione, in nome dell’uscita dalle energie fossili che da tempo auspichiamo per il nostro Paese.

- portare avanti la richiesta di innalzamento delle royalties da avanzare al governo. Attualmente i livelli dei canoni pagati dalle compagnie sono tra i più bassi al mondo.

Rapporto abbastanza vitale .. Alcune delle domande sono genuini .. E 'la domanda di ora di smettere di eccessiva estrazione e mantenere un ambiente di vita adeguati ..
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